image00002

chi è

la storia di Vincentiu

Nato nel 1997 nei pressi di Targu-Jiu, in Romania, Vincențiu vive le sue prime esperienze con il mondo dei tatuaggi grazie a degli amici d’infanzia di nazionalità albanese e russa, che presentano sul corpo tatuaggi, spesso auto-praticati, ottenuti tramite l’uso di semplici oggetti come penne bic, aghi da cucito o corde di chitarra. Questo tipo di tatuaggi deriva da un contesto carcerario, da qui il motivo per cui vengono usati degli strumenti così rudimentali e la tecnica usata è quella dell’handpoke, ovvero “puntura a mano”. Questa pratica affascina il giovane Vincențiu a tal punto da spingerlo a sperimentare su di sé questa tecnica “spartana”, utilizzando anch’egli delle corde di chitarra e dell’inchiostro per stampante.

La passione per questo mondo lo porta nello studio di un suo conoscente a Verona, dove a 13 anni inizia a gettare le basi per quella che diventerà la sua carriera. Qui, vive un anno da apprendista, tra lezioni sulle norme igienico-sanitarie, innumerevoli disegni e centinaia di postazioni montate e smontate, il tutto accompagnato da dei veri e propri tatuaggi eseguiti su se stesso.

Raggiunti i 14 anni, tra amici e parenti, inizia a portare i suoi primi clienti in studio, avendo la possibilità di esercitarsi almeno una o due volte al mese. Due anni più tardi, tatua regolarmente i clienti dello studio, opportunità che gli da modo di approcciarsi a molteplici stili, tra cui tradizionale, neo traditional, cartoon, new school, geometrico e tanti altri, rendendolo estremamente versatile. Sarà proprio la versatilità uno dei più grandi punti di forza per lo sviluppo della sua carriera.

Nel 2015, decide di frequentare la Milano Tattoo School, che gli fa ottenere l’abilitazione igienico sanitario europea.

Viene a conoscenza del Master Internazionale di Tatuaggio Artistico diretto da Alex de Pase e si iscrive, iniziando a frequentare il corso nel 2018, stabilendosi a Udine. Durante i tre anni, Vincențiu ha la possibilità di conoscere ed esercitarsi su nuove tecniche, di consolidare quelle che già conosce e, grazie agli workshop organizzati dall’Accademia, di venire in contatto con artisti di rilevanza nazionale, come Cattivo Stefano Fabretti, Marco Mataresee, Lokesh, Joe Capobianco, Antikorpo, Simone Marchi e tanti altri.

Messo di fronte ad un confronto continuo con gli altri partecipanti del corso, cresce e si forma non soltanto a livello professionale, ma anche a livello personale. Il suo più grande obbiettivo è creare uno stile tutto suo, che sia al tempo stesso originale ed inimitabile. Sia per un fattore economico, sia per la difficoltà nel trovare macchinette che soddisfino le sue esigenze, la sua incessante ricerca unita alle sue doti meccaniche, lo portano a costruire delle macchinette totalmente personalizzate, che possano fornirgli le prestazioni di cui a bisogno per creare la sua arte: il dotwork realistico.

lo stile

un ibrido innovativo

Crea e sviluppa uno stile del tutto nuovo e si specializza in soggetti realistici, rappresentati tramite la tecnica del dotwork; un’unione di due correnti stilistiche nate in modi e contesti diversi.

Le origini del dotwork sono incredibilmente antiche, risalgono infatti all’età del rame (3200 a.C.) e la testimonianza ci è giunta grazie a Ötzi il pastore, anche conosciuto come Uomo del Similaun. Anche gli egizi e alcune popolazioni tibetane sfruttano questa tecnica, per lo più per motivi religiosi e curativi con composizioni semplici di pattern geometrici. In seguito, questa tecnica verrà sviluppata in maniera approfondita dalle popolazioni polinesiane.

Questo stile trae ispirazione dal puntinismo, la corrente pittorica post-impressionista che si sviluppa alla fine del XIX secolo in Francia, in cui i suoi esponenti, tra cui Signac e Seurat, danno vita a delle raffigurazioni utilizzando esclusivamente dei punti.

L’altro stile coinvolto invece è il realismo, che vede le sue prime applicazioni intorno al 1850, di pari passo allo sviluppo della corrente artistica del realismo. Si tratta di una reazione alla drammaticità e alle emozioni esaltate promosse dal romanticismo. I primi tatuaggi realistici sono molto minimalisti e vengono esposti come “opere d’arte” negli ambienti circensi. Negli ultimi anni, questo stile è diventato uno dei più apprezzati ed ha raggiunto dei livelli di dettaglio e veridicità inimmaginabili.

Lo stile che Vincențiu rappresenta è un connubio di cultura e forme artistiche e il tutto derivante dal concetto da cui tutto è cominciato: il tatuaggio in carcere. Nonostante utilizzi strumenti più all’avanguardia, passando dalle macchinette a bobina a quelle rotative, il concetto rimane lo stesso: l’utilizzo di un unico ago. Normalmente utilizzato per la tracciatura di linee sottile, l’ago 3 Round Liner, viene utilizzato da Vincențiu come un micro pennello che gli permette di creare, in combinazione con diverse diluizioni di inchiostro, delle morbide e leggere sfumature che conservano al tempo stesso dei solidi neri e una texture inconfondibile. Il risultato ottenuto è dunque quello di un soggetto fedele alla realtà, firmato con una miriade di punti riconducibili solo a Vincențiu.

Nel 2021 viene selezionato da Alex de Pase e comincia la sua collaborazione presso lo Store di Udine.

Contatti

+39 366 719 5701

vincentiu.tattoo@gmail.com

Studio

Via Francesco Crispi, 3, 33100 Udine UD